Dopo tre mesi di lavoro intenso, la Carta di Siena della Buona politica, frutto dell’elaborazione del Forum della Buona politica che a Siena ho coordinato, ieri sera è stata presentata e fatta propria dalla coalizione di centrosinistra che sostiene la candidatura a sindaco di Franco Ceccuzzi. Per la prima volta, la proposta elaborata in un processo partecipato di cittadini, iscritti al Pd e non, viene accolto nell’alveo di un progetto politico per Siena, da una coalizione di forze politiche. Con questo intervento, ho introdotto l’incontro.
“Vorrei, stasera a conclusione del percorso del Forum della buona politica del Pd, far parlare soprattutto la Carta di Siena. Mi soffermerò su alcuni dei venticinque articoli, mentre l’intera Carta è a disposizione dei presenti, e domani sarà in Rete. La Carta di Siena da oggi, dopo un’analisi comune fra le forze che la compongono, diventa patrimonio della coalizione di centrosinistra, che sostiene la candidatura di Franco Ceccuzzi a sindaco di Siena. In questo Laboratorio delle idee, che mi auguro sia luogo di definizione di programmi concreti, ma anche di condivisione di valori e speranze per Siena, che sappia unire il rigore delle scelte di governo, il saldo ancoraggio al pragmatismo della politica e all’efficienza dell’amministrazione, al costante riferimento ad una visione comune della città che, per quanto riguarda i partecipanti al Forum, ha riferimenti irrinunciabili: equità, trasparenza, partecipazione, come elementi di rinnovamento della politica e di un rinnovato patto di fiducia tra i senesi e il proprio Comune.
Comune che per noi, lo scriviamo negli articoli 1 e 2, è “al centro della vita senese. Sul Comune risiede il primato di responsabilità per ogni percorso di progresso nella sostenibilità, nella trasparenza e nella tutela dell’interesse generale. Un Comune che, senza che venga meno il principio della responsabilità alla base della democrazia rappresentativa, assuma la partecipazione dei cittadini come primo riferimento per l’etica della politica, per arricchire la qualità della democrazia attraverso un rapporto diretto con i cittadini e buone pratiche di partecipazione, che siano in grado di misurare il grado di consenso su diverse alternative in campo. Un Comune, propulsore coerente di una amministrazione in linea con i valori identitari della città, nonché con i principi della solidarietà che hanno caratterizzato da sempre questa collettività Un Comune che sia argine – sto leggendo ancora dall’articolo 1 – contro i rischi di clientelismo, nepotismo, di trasversalismi e derive lobbistiche, tali da rappresentare possibili condizionamenti dell’imparzialità dell’azione di governo.”.
Di fronte alla sfida della crisi, alla costruzione di un modello economico e di sviluppo necessariamente nuovo perché nulla sarà come prima, la Carta all’articolo 6 definisce l’impegno etico, prima ancora che programmatico, per il Comune, di assumere il tema del lavoro e della dignità dei percorsi di vita, come cardine del futuro governo della città, per aumentare l’occupabilità della popolazione. Scegliendo l’innovazione, come metodo concreto di governo, per favorire l’imprenditoria giovanile, l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e per far sì che i giovani senesi possano trovare risposte concreti a diritti primari, a partire dal riconoscimento del merito.
Con l’articolo 7 della Carta di Siena, a sostegno della componente più giovane della popolazione, l’amministrazione comunale di Siena afferma il valore degli stages di formazione come momento fondamentale per il futuro inserimento nel mondo del lavoro. E prende impegni precisi: a tutela della dignità dei partecipanti agli stages, al fine di evitare ogni possibile rischio di uno sfruttamento improprio o di utilizzo sostitutivo di funzioni, apposterà nel proprio bilancio, ogni anno, le risorse necessarie per garantire un congruo riconoscimento economico ai partecipanti agli stages.
Vorrei aggiungere qualche dato, per capire quanto questo articolo, sia legittimamente inserito dentro una Carta etica del centrosinistra. In Toscana, nel 2010, sono stati attivati circa 12.000 stages. Solo 931 sono sfociati in una successiva opportunità di lavoro. Ma solo 89 sono stati stabilizzati, circa lo 0,7% del totale.
E’ su queste cose, su questi problemi reali, che la Carta propone il suo percorso. Così come, sul fronte della grave crisi dell’Università: senza entrare nel merito dei punti programmatici che la coalizione saprà elaborare nell’interesse dell’istituzione e dei lavoratori, la Carta delinea comportamenti, appunto di carattere etico, nel rapporto tra Comune e propri nominati negli organi di governo dell’ateneo. Si legge all’articolo 15 che “il sindaco di Siena si impegna ad agire verso l’istituzione universitaria, nel rispetto dell’autonomia decisionale dell’ateneo, affinché le scelte dell’Università siano sempre ispirate al principio della responsabilità sociale. Altro impegno: rendere esplicito ai membri nominati nel Consiglio di Amministrazione dell’Università e nel Collegio dei Sindaci, il mandato a favorire la piena leggibilità delle scelte fatte, dei bilanci, e degli atti compiuti, nonché l’indirizzo di rendere costante e ravvicinato nel tempo il rendiconto sulla evoluzione dell’Università, da portare a conoscenza non solo della giunta e del consiglio comunale, ma dell’intera collettività senese”.
Comportamenti riaffermati in via generale, quelli della responsabilità sociale e della piena trasparenza e leggibilità degli atti, in altri articoli, in riferimento, ad ogni nomina di derivazione comunale, a cominciare dalla Fondazione Monte dei Paschi.
Gli articoli dal 9 al 14 riguardano i processi di nomina. All’articolo 9 si afferma che il sindaco si farà garante che ogni nomina e designazione comunale, siano ispirate ai principi dell’onestà, del merito e della competenza e delle pari opportunità di genere, nonché del rinnovamento della classe dirigente. Con la Carta si afferma anche il principio etico della non cumulabilità degli incarichi.
Rispetto al tema della presentazione della candidature, anche nei consigli di enti interessati a nomine comunali, l’articolo 11 definisce percorsi di piena trasparenza. Visto che si sta parlando di andare a ricoprire ruoli di natura pubblica, con la Carta si richiama una correttezza etica nella messa a disposizione di alcune informazioni, che hanno stretta attinenza con la funzione pubblica di rappresentanti degli interessi generali dei cittadini.
E questa opportunità di trasparenza personale è inserita in un patto di fiducia tra amministrati e amministratori che non può che fare base, per esempio, sulla disponibilità di chi va a ricoprire incarichi pubblici in una città come Siena, a rendere noto il proprio stato patrimoniale, aggiornandolo ogni anno. Soprattutto in tempi di crisi i cittadini potranno rendersi così conto che in questa città, come è tradizione di buon governo, nessuno si arricchisce di certo con la politica.
Afferma ancora, la Carta di Siena, che chi si candida a ricoprire un incarico di governo pubblico e sia anche un datore di lavoro, dovrà essere in regola con tutte le norme che tutelano i diritti dei lavoratori. Dentro la coalizione di centrosinistra, soprattutto in una città come Siena, dove i diritti fanno parte dell’identità collettiva, questo tema credo che sia particolarmente condiviso.
Noi all’interno del Forum, abbiamo sottolineato con piena coscienza e determinazione, che auspichiamo il governo di una città di cittadini e cittadine eguali, in grado di promuovere, come è scritto all’articolo 8, il ricambio generazionale nelle istituzioni e nel governo della città, riconoscendo merito e capacità alle nuove generazioni, per valorizzarne i saperi e le competenze utili alla realtà cittadina e al suo sviluppo;
- un Comune in grado di perseguire, nella propria azione politica e amministrativa, la parità di genere tra uomo e donna; il sostegno ai soggetti deboli; le azioni politiche e sociali tese al reinserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro; un Comune che protegga gli anziani e ne salvaguardi i diritti di assistenza e serena esistenza; un Comune che valorizzi i saperi e le competenze diffusi nella realtà cittadina.
A questa città pensiamo, più moderna e più europea, che sappia promuovere l’utilizzo delle nuove tecnologie – vengono suggeriti metodi e pratiche dagli articoli 22 al 25 – per migliorare l’informazione, la comunicazione e ridurre il digital divide. Una città dove il Comune di Siena riconosca, come recita l’articolo 4, che l’accesso alla Rete è un nuovo diritto dei cittadini e un’occasione complessiva di crescita per la città, di arricchimento culturale, di opportunità per le imprese, di dialogo sociale. E si impegni per il wi fi libero.
Quanto agli strumenti di partecipazione, quelli della presenza diretta dei cittadini nel dialogo con l’amministrazione, vista la conclusione per legge nazionale dell’esperienza delle circoscrizioni, sarà il futuro consiglio comunale a dover analizzare le possibili soluzioni, anche in chiave di necessaria revisione del capitolo VII sulla partecipazione dello Statuto Comunale.
La Carta di Siena delinea i possibili indirizzi, negli articoli dal 16 al 21, con la determinazione dell’impegno dell‘amministrazione comunale a fare della partecipazione un motore di sviluppo della Siena dei prossimi anni, attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei progetti e nelle grandi decisioni che riguardano la comunità, come la più alta garanzia perché Siena possa crescere nell’armonia e nella tutela delle sue caratteristiche che ne fanno una città unica al mondo.
Il Comune si impegna a creare nuove forme di dialogo-ascolto con i cittadini, nell’intento di contribuire ad una più elevata coesione sociale, attraverso la valorizzazione di tutte le idee, in particolare quelle dei giovani, nonché di tutte le forme di impegno civico e dell’associazionismo, comprese quelle più genuine della tradizione senese. E rispetto alla riflessione sull’esperienza conclusa delle Circoscrizioni, la Carta auspica che entro un anno dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale, siano resi operativi nuovi luoghi e strumenti di decisione partecipata ed il loro regolamento.
Quali? Sarà compito del futuro consiglio dare risposte. La Carta all’articolo 18, dopo aver vagliato attraverso l’attività del Forum, esperienze di decentramento in altre città d’Italia, sottolinea l’impegno del futuro Consiglio Comunale a valutare l’ipotesi del varo delle Consulte territoriali dei cittadini, sia in chiave consultiva che propositiva, aperte a tutti i cittadini senesi residenti, a quelli che studiano o lavorano a Siena, con l’elezione – leggo ancora all’articolo 18 – di una Delegazione e di un Portavoce di ogni Consulta. Ogni attività in seno alla Consulta, anche quelle derivanti da nomine elettive, rappresentano una forma di impegno civico, da prestarsi a titolo gratuito, nell’interesse della collettività”.
Sono abituato a parlare in pubblico non più di dieci minuti, ma stasera i 25 articoli della Carta, meritavano quantomeno una proposizione articolata, almeno di alcuni. Per il resto, mi auguro che ci sia una lettura attenta a comprendere il contributo dato da tanti cittadini senesi, in piena libertà e autonomia di proposta.
Vedete, se si fa una scelta di campo forte sul fronte dell’affermazione dei valori, come abbiamo fatto con la Carta e la si lega a pratiche e metodi concreti per il governo di una città come Siena, chi si opponesse a questo, non avrebbe il coraggio di affermare la propria contrarietà. Come si potrebbe fare a opporsi al valore della trasparenza, a quello dell’equità, o al valore del rinnovamento della classe dirigente attraverso il merito e la competenza? A chi eventualmente, mal sopportasse tutto questo, non rimarrebbe dunque che affidarsi alla disinformazione rispetto ai contenuti della Carta, che invece è chiara e trasparente.
Personalmente, da cittadino senese, mi auguro che soprattutto in questi mesi prima del voto, sia superata la stagione del discredito gettato verso chiunque abbia diverse idee dalle proprie, la stagione delle calunnie, dei veleni, delle falsità. Sono stagioni che hanno fatto male a questa città. Non ha più senso tornare a quei miasmi che hanno lasciato il segno in tanti senesi.
Non c’è più bisogno di abili dissertazioni tese comunque a distruggere, ma di aperto confronto pur fra posizioni diverse e anche opposte, per costruire.
In questo senso la Carta di Siena, che oggi diventa patrimonio del laboratorio del centrosinistra, esprime anche la novità del metodo. E’ nata dal confronto appassionato tra tutti coloro che hanno voluto partecipare ad un Forum aperto, a cui hanno dato un apporto significativo, i tre garanti, i docenti universitari Adriano Fabris, Massimo Morisi e Maurizio Masini, che ringrazio.
Tre mesi di intenso dibattito, tante riunioni in cui l’appiglio ai valori identitari appena ricordati, è stato il collante e la spinta che ci ha ispirato. Abbiamo lavorato insieme, con la tecnica del foglio bianco. Ogni sera dagli interventi nasceva un canovaccio, che poi la notte veniva sintetizzato sul foglio, e la mattina dopo tutti i membri del Forum avevano il testo che approvavamo poi nella riunione successiva.
Siamo andati avanti così, con un processo partecipativo vero e denso di contenuti, che muoveva da un bisogno comune: partecipare, affermare il proprio diritto a offrire le proprie idee per la propria città, e utilizzare l’opportunità del Forum per uscire dall’angusto spazio del mugugno, del disinteresse, della sfiducia, della delega in bianco che fa comodo a pochi, e crea danni per molti.
Ci sono state oltre duecento persone che in questi mesi hanno trovato il modo di parlare insieme, di lavorare insieme, di pensare insieme ad una città più giusta e più equa, che cerchi di uscire dalla crisi facendo forza su se stessa E lo abbiamo fatto perché fiduciosi di essere ascoltati, prima di tutti dal candidato a sindaco, e poi dall’intera coalizione.
Franco Ceccuzzi è oggi la persona giusta per comprendere quanto, il percorso autorevole della propria esperienza politica, nel momento in cui si mette al servizio di Siena, possa rinnovarsi e rafforzarsi proprio attraverso il confronto con i cittadini senesi, in un dialogo costante all’insegna dell’equità, della trasparenza, della partecipazione, che renda il Comune casa di vetro e palazzo delle idee per la nuova città.
Per chi si riconosce in questi valori, per la coalizione di centrosinistra a cui è ora affidata, la Carta è un vero e proprio patto di fiducia del terzo millennio fra amministratori e cittadini. Bussola comune per tutti coloro che sentono la necessità di dire a chiare note, anche oggi, tanti anni dopo, come Don Milani, il contrario di “me ne frego”, attraverso un’affermazione nuova e antica nello stesso tempo: e cioè, mi importa.
Mi importa di Siena, del suo futuro e del futuro dei senesi, soprattutto di quelli più giovani, con i quali, personalmente, vorrei poter continuare a condividere, la speranza in giorni migliori”.
Daniele Magrini
14 marzo 2011

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