Tempi supplementari. Il gran consiglio del Pd, con i vertici istituzionali e di partito, sul tema della pista di Peretola, è stato aggiornato dopo la mezzanotte, al termine di sei ore di riunione ininterrotta , quando si è capito che una posizione condivisa non sarebbe venuta fuori. Anzi, durante l’incontro, ci sono stati momenti di tensione e scontri dialettici non da poco. E alla fine, stamani, consegna del silenzio per tutti, interviste annullate e bocche cucite, perchè – si fa sapere – il dibattito è serio e importante, ed è meglio evitare distorsioni e fughe in avanti. L’incontro si è tenuto nell’ufficio del presidente della Regione Enrico Rossi. C’erano i vertici del partito, il segretario regionale Andrea Manciulli, quello metropolitano Patrizio Mecacci, e poi i sindaci della Piana, che rappresentano il fronte del no alla pista parallela, insieme a Prato, presente con Ilaria Bugetti, Fabrizio Mattei e Lamberto Gestri. Presente anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi e il presidente della Provincia, Andrea Barducci. C’è anche il capogruppo in consiglio regionale, Vittorio Bugli, uno di quelli che cerca di mediare, insieme a Manciulli e Mecacci. Ma non c’è verso, al momento. Alla fine dell’incontro è Ilaria Bugetti, la prima ad uscire, che sintetizza: “E’ stata una discussione seria, finalmente vera. Prato, Campi e Sesto si stasia,nno attestando sul fatto di mettere in sicurezza l’aeroporto, parlando dell’allungamento della pista attuale”. Soluzione questa che non piace al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, da sempre favorevole alla pista parallela, che avrebbe dichiarato: “Mai preso in considerazione l’allungamento». Ipotesi, quella della pista parallela all’autostrada,che sembrebbe preferita anche da Rossi, che comunque nell ultime dichiarazioni ufficiali ha ribadito che le ipotesi in campo sono due: pista parallela o allungamento. Anche se oggi sulla Nazione, il presidente dell’Enac, Vito Riggio, dice che l’allungamento non basterebbe ad evitare un declassamento di Firenze. E quello dell’Enac sarà un parere vincolante. La soluzione della pista parallela, prevede la realizzizzazione di una pista di 2500 mt, da portare in un secondo tempo a 3000. Il progetto non è dunque, tanto potenziare l’eroporto di Peretola, quanto proprio modificare il livello dello scalo. A detta del fronte del no, se il progetto della pista parallela all’auotstrada fosse realizzato, l’intera Piana sarebbe investita da un traffico aereo insostenibile, visto che si parla di atterraggi e decolli ogni 10 minuti, per di più con grossi aeromobili. Secondo i pratesi presenti al summit, Prato risulterebbe pesantemente investita da questa mole di traffico. Il presidente della Provincia, Lamberto Gestri ha affermato che se in fase di atterraggio il “cono” riguarderebbe solo alcune zone della città, in fase di decollo sarebbe interessato tutto il territorio urbano, a seconda della direzione presa dagli aerei.
Suscitano perplessità anche i costi. Si parla di un investimento di 200/300 milioni di euro, con interramento del vicino Fosso Reale e rialzamento di un pezzo d’autostrada. Soldi che, sostiene il fronte del no, potrebbero essere più utilmente impiegati in altre infrastrutture. Partita dunque difficile, davvero, con il sindaco di Sesto, che dopo aver rifiutato l’ipotesi di Rossi di andare avanti negli approfondimenti tecnici, torna a rimettere in campo anche la questione dell’inceneritore. Futuro dell’area tutto da definire e dibattito pubblico attraverso il processo di partecipazione, chiamato quantomeno a fare chiarezza sulle posizioni e le possibilità di dialogo. I tempi supplementari della riunione del Pd ci saranno forse la prossima settimana, ma rimane ancora da capire se c’è e chi sia, un arbitro della partita, che le squadre in campo si impegnano a riconoscere.

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