Quello di oggi sembra il giorno designato del rinnovamento. A Firenze, infatti, inizia “Prossima fermata: Italia”, la convention dei cosiddetti rottamatori che fa perno sul sindaco Matteo Renzi. La Leopolda sarà al centro dell’attenzione di tutto il circo mediatico, beneficiata anche da un improvvido diniego a partecipare del segretario Bersani. Una scelta antica, deludente. Non si perde un’occasione così, di guardare i giovani rampanti negli occhi, caro segretario. Di ascoltarne le sensazioni, gli umori reali. Di capire in diretta se valga la pena, oppure no, ascoltare davvero e non per finta. E fare tutto questo dentro l’arena aperta del contatto diretto en plen air, non dentro un rassicurante studio televisivo o nell’ufficio del Pd a Roma. Cogliendo così anche le contraddizioni e le debolezze di una piattaforma politica ancora da circostanziare di idee. Ma Matteo Renzi esiste. Ed esistono tutte le motivazioni che mette sul tavolo. Che lo faccia, aggiungendo ai concetti, pure i piedi messi anch’essi sul tavolo, è cosa sulla quale il Pd di oggi dovrebbe serenamente sorvolare. E Bersani, a mio parere, dicendo di no alla presenza alla convention e rimandando il confronto ad un successivo appuntamento lontano dai riflettori, ha agito senz’altro come un leader certamente saggio e raziocinante. Ma le centinaia di giovani che saranno alla Leopolda, più di Renzi, meritavano la presenza di Bersani.
Un atteggiamento politico, il suo, simile a quello che si evince dal post del grande avversario sconfitto alle primarie dallo stesso Renzi, Lapo Pistelli, dedicato oggi, proprio oggi, a Matteo Renzi. Meglio sarebbe stato, per Pistelli, intervenire alla Leopolda, argomentando gli stessi concetti, che letti sul blog appaiono troppo intrisi di quel gusto del sottinteso che fa tanto èlite della politica. Più chiaro poteva essere Pistelli e dire: guardate che Renzi l’innovatore, fa politica da quando aveva i calzoni corti e nella Dc. Diffidate. E invece, i ragionamenti appaiono tutti un po’ sfumati, come fanno i cavalli di razza della politica antica. Bello, ben argomentato quel post, che si prende anche la briga di difendere – sempre in modo un po’ latente e non chiaro e netto – il diritto a stare in Parlamento più o meno a vita ai big del Pd. Un post che chiarisce perchè Pistelli ha perso alle primarie e Renzi ha vinto.
Ora però, il tema di fondo, è che la convention della Leopolda pone Renzi, e Civati, e tutti gli altri, ad un bivio: o diventano leader del rinnovamento reale – l’unico possibile, quello delle idee – o continuano a cavalcare il concetto della rottamazione, come consolante anelito giovanilistico. Cosa questa che, a mio parere, ha poca sostanza. La persona più innovativa che ho incontrato nella mia vita, la più rivoluzionaria, era Romano Bilenchi, il grande scrittore fiorentino. Aveva 80 anni, e dopo pochi mesi da alcune indimenticabili chiacchierate nella sua casa di Brunetto Latini, morì. L’età c’entra poco con il vero rinnovamento. Perchè allora, i giovani dentro la casa del Grande Fratello sono la nouvelle vague? O perchè allora, in Toscana, con tutti i segretari del Pd under 30 che sono stati eletti, il rinnovamento già sarebbe realizzato? Non scherziamo. C’è da fare. E parecchio. Per cui, se oggi è il rinnovamento-day, un giorno da segnare quantomento come inizio di un viaggio verso il futuro, personalmente – anche per non avere turbe da carta d’identità – mi affido al capitano James Tiberius Kirk, quello dell’Enterprise, uno che di futuro se ne intende. In uno degli episodi di Star Trek, dice: “Menti giovani, idee fresche: questo è il progresso”. Ecco, così va bene. Perchè le menti giovani e le idee fresche non hanno età.

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