Daily Archive for agosto 3rd, 2010

Le vacanze semplici

Una domenica al mare di Toscana, sulla spiaggia di Rosmarina, è una sorta di pausa benedetta, che ti solleva  da tutto il resto. Ognuno ha i suoi luoghi dell’anima. Io sarò poco esotico, ma per me Marina di Grosseto è una sorta di buen retiro, dove i ritmi si attenuano, si fanno sincopati. La giornata è quasi felpata, nonostante la calca dei vacanzieri dai e vai. La lettura di “Le perfezioni provvisorie”, splendido noir senza toni crudi di Gianluca Carofiglio, aggiunge relax, completato, a sera, dalla possibilità di cimentarmi ai fornelli con pesce delle nostre parti. Niente roba dall’Oceano Indiano, semplice pesce di casa nostra. Ma la domenica sotto l’ombrellone è anche un momento di ascolto. Forzato, vista la vicinanza delle sdraio. E scopri, così, mille mondi che ti ronzano intorno. C’è la signora che sfoggia seno e labbra rifatte ed un incontenibile tatuaggio sul fondo schiena, di color rosso, che riproduce una bocca nell’atto – pare di capire – di baciare. Ci sono cento mamme alle prese con neonati o poco più, sfinite dagli obblighi di spiaggia – formine, castelli, buchette, etc. Ci sono i dialoghi sotto l’ombrellone, che meriterebbero spesso una web cam: si capirebbe di più come è il nostro Paese. Di come vorrebbe essere. Perchè la top ten dei dialoghi è presto fatta: molta Fiorentina e grande apprensione per il caso Insua; ancora qualche maledizione agli azzurri pallidi del Sudafrica; prime discussioni sul calendario prossimo venturo del campionato; riflessioni su Belen e la sua ammissione sulla cocaina; preparazione della serata con scelta del ristorante e gara a chi consiglia il posto migliore qualità-prezzo. Qualunquismo? No, io direi, ossigeno di sopravvivenza. Sono talmente leggeri questi dialoghi sotto l’ombrellone, che verrebbe voglia di fissare questi momenti al sapore di salsedine, come se facessero parte perenne del mondo reale, che ci aspetta tra qualche settimana, finita l’estate. Non abbondano – per fortuna – sulla mia spiaggia di Marina – i tecnodipendenti, quelli che non possono fare a meno di Internet, dell’i-pod, del cellulare che per forza ti deve far restare connesso a facebook. C’è gente normale, semplice, tutto intorno, che mi pare vada in cerca di serenità, di riposo, di una pausa meritata rispetto all’incalzare delle preoccupazioni. Gente che meriterebbe maggior rispetto da chi li governa. Gente che sorride per un gelato, che fa mettere i piedi nell’acqua alla nipotina con un palpito di emozione, che scatta fotografie col cellulare – questo sì, vorrei vedere – per non dimenticare il colore del mare o l’ultimo costume comprato a saldo la sera prima. A me piace questa gente così, poco trendy, affatto “cool”, molto vera. Per esempio, la giratina a Castiglione della Pescaia, poco distante, ma distante anni luce per tipologia di vacanza, ti riporta invece dentro un mondo di modaioli, di aperitivisti, che si rincorrono nel dedalo della folla rinchiusa dentro il piccolo corso del paese. E allora senti parlare di griffes, di locali di tendenza, di ristoranti “giusti”, che quest’ultima cosa a me personalmente proprio non va giù. Dopo mezz’ora di questo andazzo da tipico programma vacanziero delle tv mediaset, fa piacere poter riprendere la macchina – posteggiata lontano lontano, vista la calca – e tornare a Marina. E nascondersi nel bel mezzo della gente semplice, quelli delle vacanze semplici, senza stress discotecaro annesso. Che noia dirà qualcuno, al limite anche giustamente. Ma se avessero assaggiato le mie alici scottate appena, la penserebbero diversamente.