La forza delle cose popolari


L’altra sera, alla Casa del Popolo di Galciana, a Prato, per la cena con Enrico Rossi presidente della Regione, le oltre 400 persone a tavola hanno mangiato crostini neri e acciugati, prosciutto e salame, e poi penne al sugo fatto come si deve, un po’ piccante. Una cena, insomma, dal menù tipico toscano e popolare. Che c’entra il menù di una cena, uno vale l’altro… No. Non è così. Il menù di quella cena era particolarmente in sintonia con la gente che partecipava a quella cena e con le cose che a quella cena, il nuovo Governatore della Toscana, ha detto. Soprattutto quando ha dichiarato. “Per anni tutto ciò che era popolare è stato bandito. Ora basta: riscopriamo il nostro dna popolare, i luoghi che frequenta la gente semplice, i dialoghi con la gente normale”. Parole che per me sono una sorta di musica dei sogni. Speriamo che questa voglia di cose popolari, concrete, semplici, sia davvero il leit motiv della legislatura che venerdì va a cominciare. E’ questa la forza delle cose popolari che un po’ tutti gli amministratori devono avere il coraggio – a mio parere – di riscoprire. Non c’è bisogno di stupire, di inventarsi le cose futuribili, mirabolanti, sorprendenti. C’è bisogno di cose che la gente capisca, non di lezioni tecnocratiche copiate pari pari dai siti americani dei guru della comunicazione. C’è gente che linkando e copiando, e mettendo sui propri avamposti internettiani roba creata da altri, si sta facendo spazio anche nelle credibilità delle istituzioni locali, dove si va in cerca, spesso, del futuro dimenticando il presente. La gente invece ha bisogno di un dialogo reale con chi amministra la cosa pubblica, a cui – per esempio – Internet può aggiungere. Ma non togliere: aggiungere un’ulteriore possibilità di scambio virtuale, non rappresentare una sorta di surroga al contatto vero e reale con la gente nel territorio dove le persone vivono. A me personalmente, dell’altra sera alla Casa del Popolo è piaciuta anche un’altra frase di Rossi: “Dobbiamo governare con dignità”. E’ già molto.

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2 Responses to “La forza delle cose popolari”


  • Articolo ruffiano, scritto con un linguaggio vecchio da un esponente di una cultura decrepita (quella giornalistica) intriso di populismo, demagogia e la paura di “cose mirabolanti” che SONO GIA’ il PRESENTE (e non il futuro) e che probabilmente l’autore non comprende e per le quali si sente inadeguato… che delusione…

  • Commento tipico dei nuovi aristocratici della Rete. Io appartengo alla cultura del fare, prima di tutto. E a caro prezzo sì, ma solo quello della mia fatica.

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