Mi ha lasciato giusto dieci anni fa. Era una donna meravigliosa, forte nella sua semplicità, irripetibile nella sua forza, determinata come nessuna a garantirmi la vita. Combattente della mia felicità, rivoluzionaria del mio destino di sofferenza. Ha saputo indirizzare la mia esistenza verso la speranza. Nonostante tutto. Mia mamma, si chiamava Renata. Mi manca. A me più di tutti, ma anche a tutti quelli che oggi hanno ancora la fortuna di ricordarne la dolcezza: “… Grazie per quel che sono. Grazie per tutte le cose che non sono. Perdonami per le parole che non ho detto. Per i momenti che ho dimenticato“.
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