Nel ribollire di campanili che caratterizzano la Toscana, il 4 settembre 1260 per i senesi significa Battaglia di Montaperti e la sconfitta di Firenze. Una guerra che per Siena ravviva orgoglio e radici, memoria e amor patrio. La vittoria fu sottolineata, nel 1960, con un Palio straordinario, in occasione del 700° della Battaglia, che vinse la Civetta. Oggi, dopo 50 anni, il sindaco di Castelnuovo Berardenga ha lanciato l’idea di celebrare il 750° della Battaglia, nel 2010, con un altro Palio straordinario. Magari, nel 2060, verrà proposto il Palio straordinario per l’800°. Che così diverrà , ogni 50 anni, il terzo Palio ordinario in aggiunta ai due canonici del 2 luglio e del 16 agosto. Il sindaco di Siena ha già risposto che non è il caso. Al di là della sottile – non troppo… – polemica tra i due primi cittadini, credo che la Battaglia di Montaperti meriti pace. Come tutte le guerre finite. A mio parere un Palio straordinario non aggiunge niente al significato che ha per tutti i senesi quella battaglia. Neppure aggiunge qualcosa al Palio.
Al di là dell’ipotesi, che spero non si concretizzi, di un Palio non-straordinario (visto che fu fatto già nel 1960), la Battaglia di Montaperti è stata interpretata magistralmente da Athina Cenci, fiorentina, che ha dato voce ad un testo di Mario Castelnuovo (il video è tratto da You Tube). In occasione di uno spettacolo senese al Santa Maria della Scala, qualche anno fa, con Athina Cenci purtroppo già ammalata, Mario interpretò la sua canzone e poi recitò anche questo testo, scritto da me: “La mia canzone è il lamento di una vedova della battaglia – disse -. Il testo scritto da Daniele Magrini è invece l’ultimo appello del suo uomo, che sta morendo in quella battaglia”. Lo scrissi perchè chi muore in guerra, anche vittoriosa, anche 749 anni fa, prima che essere un eroe, è un uomo che muore. Questo è il mio testo, di cui si comprenderà appieno il significato solo dopo aver ascoltato la bellissima interpretazione di Athina Cenci:
Montaperti, l’uomo che muore
Da quando mi son messo in questa impresa
perché nessuno è schiavo se non vuole
e ho dato la mia spada, il braccio e il cuore
al signore ghibellino e al suo coraggio,
io sento dentro il petto unemozione
che non riesco bene a trattenere.
Da quando uscimmo allalba tutti fieri
dalla porta del Santo che arrivava,
il rullo del tamburo era più forte
e dava ardore al mio convincimento,
pensavo con il sole dentro gli occhi
a te e al nostro nido in Finimondo.
Laggiù tra i rossi fiumi dello scontro
aspettano i nemici già schierati
E l ultimo assalto per la storia,
ma mentre sogno di tornare a casa
come posso spiegarti, amore mio,
che farei anche a meno della gloria
Ti vedo a Montaperti dentro il fumo
che si alza dai cavalli imbizzarriti
Ti cerco nel chiarore di quel cielo
col manto della Vergine già steso
Mi parli piano piano dolcemente
e intanto la mia lancia fa la guerra
Mi cerchi dalla cima di una torre
per raccontarmi lansia che tassedia
E preghi tutti i santi che io torni.
Ti bacio proprio ora, donna mia,
mentre sento quel ferro dentro me
Mi scava, mi rivolta e non mi lascia
Spalanco gli occhi e vedo il tuo sorriso
per lultima volta mentre grido
in alto su nel cielo, che mi manchi.
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