La Nazionale che si gioca buona parte delle alte possibilità di qualificazione ai Mondiali in Sudafrica, in questo inizio di settembre, è un altro segnale del calcio che cambia e che non rispetta più i ritmi cadenzati di un tempo. Prima il pallone irrompeva nelle nostre vite alle soglie dell’autunno, smaltite le vacanze, e giusto in tempo per animare le chiacchiere da bar della ripresa postferiale. Ora invece si comincia il campionato il 22 agosto, quando ancora la gente sta in spiaggia o in montagna. Si gioca il derby di Milano o un incontro come Roma-Juventus, addirittura a fine agosto. Potenza del calcio moderno, o meglio storture del calcio moderno ormai immolato – come tante cose della nostra vita – sull’altare della Dea Televisione.
Tra le tante cose che mi hanno incuriosito in questo inizio fuori tempo della stagione calcistica, c’è l’intervista che il Ct della Nazionale ha concesso a Klaus Davi per KlausCondicio su You Tube: sei clip per un totale di circa un’ora, purtroppo con l’audio un po’ disturbato. Peraltro sufficiente per capire qualcosa di più di una persona che ho avuto modo di incontrare in varie fasi della mia vita professionale. Prima, a Siena, negli anni Ottanta, in occasione dell’unico esonero – non meritato ma reclamato a gran voce dai tifosi, con Lippi a a fare il capro espiatorio per colpe non sue – poi in varie occasioni durante la permanenza di Lippi alla Juve. Ci siamo casualmente trovati al Nou Camp a Barcellona, dove Lippi era andato a trovare la figlia, per assistere ad uno splendido Barcellona-Atletico Madrid 3-3. E poi al Festival della Creatività del 2006, per l’intervista video in cui Lippi – reduce dal trionfo mondiale e dal divorzio azzurro, annunciava di volter tornare ad allenare. Anche in un’altra Nazionale. Poi, dopo 18 mesi, è tornato in azzurro.
Tornando all’intervista a Davi, il dialogo è stato vivisezionato per la parte in cui Lippi, rispondendo a precisa domanda, dice che non crede che esistano calciatori gay. Non esprime giudizi, anzi afferma che non vedrebbe alcun problema. Semplicemente dice di non aver mai incontrato un calciatore gay. E per questo è stato attaccato.
Ci sono parti molto più significative in quell’intervista. Come nella risposta in cui Lippi dice di aver provato rimorso nell’andare ad allenare la Juve, “perchè il mio papà odiava il potere e, di conseguenza, gli Agnelli che, all’inizio degli anni Novanta, ne erano l’emblema”. Lippi rivela che appena firmato il contratto, sentì il bisogno di andare al cimitero perchè affllitto dai sensi di colpa e di aver pregato il padre, morto tre anni prima, di accettare comunque la sua scelta. E’ una parte molto ma molto più bella, delle solite frasi estrapolate ad arte per creare polemiche a caso.
Monthly Archive for agosto, 2009

Sabato di fine agosto alla festa del Pd, a Siena, per la presentazione del mio libro, “L’ultima trasmissione della notte”. E’ stato un dialogo intenso e appasionante, quello con Giuseppe Bonura, presidente dell’Associazione Culturale Macondo. Tanti i giovani presenti e alla fine, anche la grande soddisfazione di un incontro. Silvia mi ha infatti ringraziato per un mio seminario all’Università di Siena a cui aveva partecipato: “Quel seminario – mi ha detto – mi è stato utile per trovare lavoro”.
Sulla presentazione del libro, ecco il comunicato stampa degli organizzatori:
“Lultima trasmissione della notte. E questo il titolo del libro del giornalista Daniele Magrini presentato nei giorni scorsi presso la Fortezza Medicea nellambito delle iniziative della seconda Festa provinciale del Pd senese. A presentare il romanzo, Giuseppe Bonura, presidente dellAssociazione Culturale Macondo. Dalliniziativa è emersa una riflessione sulla società e sulla scrittura, sulla profonda crisi sociale e sul rischio della solitudine, nel suo senso più profondo. Eppure lopera di Magrini, come lo stesso autore ha affermato è un romanzo che racconta i problemi con speranza, non astratta o vaga, ma umana e concreta, che segue poi da una riflessione sulla società.
Quando il Pd mi ha proposto di presentare questo romanzo ha detto Bonura – ho accettato subito, è infatti uno di quei piccoli rari libri in cui con la semplicità delle parole, senza artifici barocchi, si affrontano temi quali lamore, la crisi sociale ed economica, il processo culturalmente anestetizzante della televisione. E si affrontano con la parole dellautore del libro e con le numerosissime citazioni presenti nel testo, tratte da politici quali Kennedy e Obama sino a scrittori contemporanei come Erri De Luca: il libro è anche unantologia umana e poetica, in un certo senso. È un romanzo che ricorda qualcosa di Tobino, e che ha appreso la lezione del poeta Umberto Saba, quando scriveva: ai poeti resta da fare la poesia onesta. Ecco, Lultima trasmissione della notte è, in questo senso, un libro onesto. Il libro ha concluso Bonura – ha già avuto un primo effetto, a giudicare dalle domande del pubblico: limpegno civile della scrittura può essere visto, e può essere davvero, una della chiavi culturali e sociali con cui uscire dalla crisi generale del Paese”.

Per concludere le mie ferie non potevo sperare in una circostanza più piacevole. Alla festa del Partito Democratico senese, domani, sabato 29 agosto alle ore 18, verrà infatti presentato il mio libro, “L’ultima trasmissione della notte”, nell’ambito di Aperilibri, la bella iniziativa varata quest’anno dagli organizzatori. La formula è semplice: si parla su un libro, dei pensieri che stimola, delle riflessioni a cui induce, insieme all’autore e ad altri ospiti, come ad un happy hour, con tanto di brindisi finale. Visto che si tratta della festa di un partito politico, a ragionare sul libro è presente anche un esponente politico. Alla prima iniziativa, Giuseppe Gori Savellini ha presentato il suo lavoro dal titolo Giornalismo del dopoguerra: tra memoria e rimozione, insieme a Susanna Cenni, deputata del Partito democratico.Per la presentazione del mio libro, ci sarà invece il Presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini.
Mentre mercoledì scorso, in occasione dell’iniziativa sul libro di Mario Castelnuovo, “Il badante di Che Guevara”, è stato Franco Ceccuzzi, parlamentare senese, a offrire il suo punto di vista, ragionando sull’opera di Mario, insieme all’autore e a me.
Alla fine dell’incontro, l’ufficio stampa della Festa ha diffuso questa nota, che ben sintetizza l’incontro:
Il badante di Che Guevara è un libro in cui circolano sentimenti e emergono temi umani fondamentali: il rapporto tra generazioni, la vecchiaia, l’impegno dell’uomo politico, ma anche la difficoltà di vivere in un Paese che non è il tuo, affrontando un’intolleranza razziale, ma anche e sopratutto culturale. Su queste grandi questioni si sono confrontati ieri, mercoledì 26 agosto, il parlamentare democratico Franco Ceccuzzi, lautore Mario Castelnuovo, cantautore allesordio da scrittore, e il giornalista Daniele Magrini. Loccasione è stata il secondo appuntamento con Aperilibri, lo spazio dedicato alla letteratura e allapprofondimento della Festa provinciale del Partito democratico di Siena.
Ho scritto un piccolo libro che avrei voluto comprare. Un libro – ha detto Mario Castelnuovo – che si sforzasse di parlare del confronto scontro tra due generazioni dove il giovane e il vecchio dialogano, si confrontano e imparano luno dall’altro. I due protagonisti, il senatore e il giovane Drogo, hanno in comune la stessa fede politica, il comunismo, ma sono però diversissimi in tutto il resto: il passato, il paese dorigine, la vita trascorsa, le prospettive di futuro. Linterrogativo che corre lungo tutto il libro è questo: cosa conterà di più, lideologia che li unisce o ciò che li divide? Sullo sfondo di questo racconto – ha detto Castelnuovo – cè anche un altro grande tema: quello dellimmigrazione e dellindifferenza. Tornati a casa dopo aver compiuto il loro piccolo gesto rivoluzionario – ha raccontato lautore, citando il passaggio conclusivo del romanzo – si avvicina ai due una pattuglia della polizia, che gli sfreccia accanto noncurante. Drogo ha paura, il senatore no: sa che non cè niente di più invisibile di un vecchio su una carrozzina spinta da un extracomunitario.
Di ruolo, impegno e coerenza delluomo politico, ma anche di eguaglianza, ha parlato Franco Ceccuzzi, parlamentare Pd: Il valore delleguaglianza, che emerge dai dialoghi sullessenza del comunismo tra Drogo e il vecchio – ha detto il parlamentare – sembra oggi sepolto sotto le macerie del Muro di Berlino. Battersi per il suo raggiungimento rappresenta, invece, lanelito a cui tendere nellimpegno impegno politico di ciascuno. Il senatore comunista uscito dalla penna di Castelnuovo capisce troppo tardi che avrebbe dovuto stare di più tra la gente; una riflessione quanto mai attuale. Il Partito democratico è nato per innovare il linguaggio, per essere la spinta del cambiamento, ma a differenza degli Stati Uniti con Obama, della Spagna con Zapatero, ed ancor prima la Gran Bretagna con Blair, lItalia non ha ancora conosciuto una leadership popolare del centrosinistra capace di produrre una rottura generazionale e di contenuto, proprio perché sa parlare alle persone e SA interpretarne i bisogni. Il vecchio senatore riflette, ormai costretto su una sedia a rotelle, di non aver mai avuto un amico in tutta la vita tra i proletari. Ne difendeva i diritti, ma la sera usciva solo con medici, avvocati e colleghi. Un partito – ha detto Ceccuzzi – non può permettersi di allontanarsi delle persone per parlare di se stesso. Rinnovare ogni giorno lempatia con la gente deve essere un obiettivo che non dobbiamo smarrire.
Nato a Roma, ma con radici toscane, Castelnuovo è stato un esponente della canzone italiana dautore, famoso per la sua ricerca poetica molto personale ed intima. Accanto allattività di concertista, ha prodotto dischi ed è stato autore per altri artisti. Il libro Il badante di Che Guevara è in vendita presso la libreria della Festa”.
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